La Guerra Fredda

La ripresa economica del nostro territorio



Gli anni cinquanta, furono anni non facili. La ricostruzione dai danni della “seconda guerra mondiale”, procedeva lenta. La “Riforma Agraria” aveva solo in parte distribuito la <<terra a chi lavora>>, insufficienti erano le “Riforme Economiche e Sociali” varate dai governi, infatti l’emigrazione ebbe una notevole ripresa. Il partito Comunista Italiano cercava di allargare il proprio consenso, organizzando le lotte di braccianti e contadini per estendere la propria egemonia, in parte raggiunta tra gli operai nelle fabbriche del Nord.

Ma qui al Sud e non solo, incagliava nell’attiva opposizione cattolica e addirittura nella romantica simpatia monarchica, come pure nella diffusa paura suscitata dalla propaganda antisovietica.

In questo clima politico e sociale ben temerato - praticamente in piena GUERRA FREDDA – Prospettive Meridionali, rivista culturale vicino alla Democrazia Cristiana, chiese a Domenico Rea – già scrittore di successo, che nel 1956 aveva lasciato il partito comunista, restando vigile e sensibile alle questioni sociali – un inchiesta saggio sull’industria del Pomodoro. Per Prospettive Meridionali, l’inchiesta doveva servire come risposta al campo politico opposto, mostrando con quanta tenacia e duro lavoro da parte di tutti quelli che non hanno voluto emigrare restando per dare vita a una zona industriale tutt’ora attiva.


Tra padroni e operai è difficile stabilire chi tra le due fazioni desse il massimo; da un lato i padroni andavano a caccia di capitali per accaparrarsi i pomodori migliori e far in modo che il lavoro stagionale (da Luglio a Settembre) venisse ottimizzato; dall’altra parte, gli operai che non vedevano l’ora di entrare in fabbrica ognuno con la propria specializzazione per lavorare fino a venti ore al giorno, visti i tempi ristretti consentiti per il ciclo produttivo completo. 

Nell’immediato dopoguerra per ripartire subito con la produzione di pomodori, si improvvisavano delle piccole fabbriche che rigeneravano i barattoli di latta usati e buttati via dai militari Alleati .

Mentre al Sud si cercava di far tornare tutto alla normalità, nel resto del mondo USA e URSS si contendevano Nazioni, spazi aerei e acque territoriali dell’EUROPA, che dopo le insidie della SECONDA GUERRA MONDIALE, dovette attraversare un lungo periodo di tensione tra le due SUPERPOTENZE, per scongiurare la TERZA GUERRA MONDIALE. Questo periodo verrà definito poi GUERRA FREDDA.


GLI Stati Uniti e l’Unione Sovietica sono i veri vincitori della SECONDA GUERRA MONDIALE; le tradizionali potenze Europee, stremate dal conflitto perdono il loro predominio e vengono sostituite da USA e URSS, nel ruolo di guide della politica Mondiale. Essi sono gli unici due paesi in grado di agire su scala globale e imporre le proprie scelte alla COMUNITA’ INTERNAZIONALE. Tuttavia le due super potenze sono profondamente diverse. Negli Stati Uniti, infatti, vige la democrazia liberale e parlamentare e il sistema economico Capitalista basato sull’iniziativa individuale e sul limitato intervento dello stato; in Unione Sovietica, invece, il COMUNISMO impone il Partito Unico, una fortissima restrizione dei diritti dei cittadini e un sistema economico fondato sulla pianificazione e sulla proprietà statale dei mezzi di produzione.

Nel Marzo del 1946 Winston Churchill, dichiara in un suo discorso che una << cortina di ferro>> ormai separa l’Europa Orientale da quella Occidentale.

A questo punto il Vecchio Continente si trova spaccato in due sfere di influenza. Nell’Est Europeo si forma un blocco comprendente tra gli altri: Ungheria, Polonia, Cecoslovacchia e Romania dominato dall’Unione Sovietica; a Ovest invece nasce un blocco fedele agli Stati Uniti e che conta tra gli altri: Francia, Regno Unito e Italia. Per mantenere saldo questo blocco il 4 Aprile 1949, viene stipulato il Patto Atlantico sotto la sigla di “ NATO” (North Atlantic Treaty Organization), alleanza tra Stati Uniti e paesi occidentali compresa la Germania Federale. In seguito, come contrapposizione al Patto Atlantico (Nato), nel 1955 nasce il Patto di Varsavia detto anche Trattato di Varsavia che include anche la Germania Democratica e designa tutti i paesi dell’Est Europa sotto il controllo Sovietico.

La divisione tra Comunismo e Capitalismo da così origine alla <<GUERRA FREDDA>> un conflitto non cruento, combattuto in primo luogo con le armi della propaganda, fra due visioni del mondo e ideologie politiche opposte e ferocemente nemiche. Sul piano della qualità della vita quotidiana, il divario tra capitalismo e comunismo, si andava sempre più ad allargare, mentre in Europa dell’Ovest si andava sempre di più a consolidare un clima di benessere e sviluppo economico in continua progressione; dall’altra parte, l’Urss doveva mantenere il suo predominio sugli stati dell’Est Europa spesso con l’intervento continuo della forza tramite “L’ARMATA ROSSA”.


La contesa maggiore veniva svolta a Berlino che dalla parte Federale era presidiata da: Usa, Regno Unito e Francia, quindi di conseguenza la parte Est era presidiata dall’Urss. Siccome Berlino si trovava in pieno territorio Sovietico, Stalin il 24 Giugno 1948 istituì il Blocco di Berlino. Per undici mesi agli occidentali era negato l’accesso nella città di Berlino Ovest. Siccome ai Berlinesi di conseguenza in breve tempo venivano a mancare generi di prima necessità, Usa e Regno Unito crearono un ponte aereo per accedere a Berlino Ovest. In questo modo si diede la possibilità Due Milioni di Berlinesi di sopravvivere per undici mesi, visto che da parte dei Sovietici non ci fu nessuna reazione al ponte umanitario messo in atto dagli Alleati. Il 12 Maggio del 1949 per motivazioni ancora oggi sconosciute, Stalin interrompe il blocco e Berlino ritorna alla condizione precedente.

Considerato che a Berlino si poteva circolare liberamente fra le due consorterie, con il tempo i Berlinesi del lato Est, emigravano in continuazione verso il lato Ovest della città. In seguito a questo considerevole flusso migratorio, l’Urss nel 1952 chiuse i confini all’interno della città di Berlino, senza però riuscire a fermare del tutto l’esodo. Fra il 12 e il 13 Agosto del 1961 la Germania Democratica, inizio a chiudere i confini, da prima con il filo spinato e subito dopo, il 15 Agosto iniziarono la costruzione del muro con i mattoni e negli anni a seguire di cemento armato. 

Con la costruzione del muro di Berlino, l’Urss inizia una sempre più crescente decadenza del consenso popolare che si evince anche attraverso altri episodi, come la crisi d’Ungheria e la primavera di Praga, il malcontento nei confronti del comunismo cresce senza sosta fino ad arrivare nel 1985 quando Michail Gorbačёv diventa segretario del Partito Comunista in Russia ed inizia un programma di riforme e trasparenza che porterà alla restituzione della sovranità ai paesi del blocco orientale. Il 23 Agosto del 1989, l’Ungheria, rimuove le sue restrizioni al confine con l’Austria. Dopo questa prima conseguenza della politica di Gorbačёv in iniziano le dimostrazioni di massa contro il Governo della Germania Democratica.


Il 9 Novembre 1989 in una conferenza stampa per annunciare la libera circolazione dei Berlinesi dell’Est nel blocco Occidentale; nel momento in cui viene chiesto al Ministro della “DDR” addetto alla propaganda, -quando questo provvedimento andrà in vigore?-, Il Ministro non informato sui tempi legislativi, disse che i Berlinesi dell’Est potevano presentarsi da subito alla frontiera. Fu così che quella stessa sera del 9 Novembre 1989 i check point del confine vennero presi d’assalto da migliaia di Tedeschi della Germania Democratica, le guardie di confine ignare della conferenza stampa andata in onda pochi minuti prima si videro costretti a far passare migliaia di persone senza neanche poter loro controllare i documenti. Verrà poi detto che la <<GUERRA FREDDA>> è finita in modo pacifico, come lo scoppio di una “bolla di sapone”. 
 
Chi l’avrebbe mai detto che la <<GUERRA FREDDA>> , sarebbe finita presentandosi al check point in migliaia senza neanche un documento.

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